Probiotici: quali sono i più comuni e in quali alimenti si trovano
Ma quando parliamo di probiotici, di cosa stiamo parlando? La parola "probiotico" si riferisce a quei microrganismi che, dopo essere stati introdotti all'interno dell'organismo attraverso l'alimentazione, si dimostrano capaci di produrre funzioni benefiche per il corpo [7]. Ma in che modo un probiotico si definisce tale? Scopriamo le caratteristiche principali dei probiotici: resistenti ai succhi gastrici, alla bile e al succo pancreatico, i microorganismi probiotici, dopo essere giunti nell'intestino, devono essere in grado non solo di moltiplicarsi, ma di essere attivi e vitali, esercitando un'azione capace di contribuire all'equilibrio della microflora intestinale attraverso una vera e propria colonizzazione diretta. La quantità di microrganismi probiotici sufficiente per ottenere tale colonizzazione deve essere di almeno 109 cellule vive per ceppo al giorno [8].
Scopriamo quali sono i probiotici più comuni e in quali cibi possiamo trovarli.
I probiotici sono una famiglia molto numerosa: per semplificare si possono nominare i più studiati, che appartengono al genere lactobacillus (Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus reuteri, Lactobacillus rhamnosus, Lactobacillus paracasei, Lactobacillus delbrueckii subsp.
bulgaricus, Lactobacillus salivarius, Lactobacillus casei, Lactobacillus plantarum) e bifidusbacterium (Bifidobacterium longum, Bifidobacterium bifidum, Bifidobacterium breve, Bifidobacterium infantis, Bifidobacterium animalis, Bifidobacterium lactis) [9].
Possiamo trovare i microrganismi probiotici nei cosiddetti cibi fermentati: yogurt, formaggi fermentati ma anche miso, kefir, tè kombutcha, crauti e tempeh dovrebbero far capolino sulle nostre tavole.
E se formaggi fermentati e yogurt sono alimenti che da sempre fanno parte della classica dieta mediterranea e i crauti sono facilmente reperibili sugli scaffali dei supermercati, andiamo a scoprire qualcosa in più su alimenti più "esotici" come tempeh, miso e kombucha.
Il tempeh è un alimento fermentato, proveniente dalla lavorazione dai semi di soia gialla. Molto utilizzato nel sud-est asiatico, il tempeh è ricco di fibre e vitamine.
Il miso, derivante anch'esso dai semi di soia gialla, è una pasta fermentata di origine giapponese alla quale possono essere aggiunti altri cereali. Ricco di proteine, vitamine e sali minerali, si tratta di un alimento largamente consumato nel Sol Levante.
Il tè kombucha, invece, è una bevanda fermentata proveniente dalla Cina, paese in cui è consumata fin dai tempi più antichi, tanto che le testimonianze riguardanti il suo uso risalgono addirittura al 250 a.C.