Buoni e cattivi [1]
Nonostante i progressi della ricerca, resta molto complesso determinare quali siano i “buoni” e i “cattivi” all’interno dei miliardi di microrganismi che compongono il microbiota intestinale. In linea generale si potrebbe dire che per definire il microbiota sano è necessario guardare sia il numero sia la composizione e le proporzioni degli organismi presenti.
Semplificando al massimo una situazione molto complessa si può affermare che:
in caso di obesità la comunità batterica è in genere meno diversificata, ovvero si osserva una diminuzione nel numero delle specie presenti;
in persone obese il rapporto tra Firmicutes e Bacteroidetes – i gruppi di batteri più comuni nel microbiota intestinale – è diverso rispetto a quello delle persone normopeso.
Ma queste indicazioni di massima non riescono a spiegare il possibile ruolo del microbiota nello sviluppo dell’obesità e per questa ragione sono stati portati avanti studi dettagliati su singole specie batteriche, in particolare Lactobacilli e Bifidobatteri.
Queste le conclusioni generali, anche se in molti casi i risultati lasciano spazio al dubbio:
I generi Bifidobacterium, Oscillospira, Erwinia, Succinivibrio e Alistipes vengono considerati protettivi perché spesso sono più abbondanti nelle persone normopeso che in quelle obese
Enterobacter e Bacteroides sembrano favorire l’obesità e sono predominanti in pazienti obesi.
Studi sul genere Lactobacillus hanno portato a risultati molto variabili, ma spesso ne mettono in luce le caratteristiche benefiche.